una storia che non finisce è una storia che non sarebbe mai dovuta incominciare.
Questa massima ha turbato i miei sonni, personaggi ombra che galleggiano nel limbo me la rinfacciano sempre. "Ci hai creato, ci hai buttato in un blog, fantasmi dalla sacchetta appesa. Come Eolo la hai riempita di parole ventose, noi stessi venti costretti nella tela". Un bel peana, anapesto martellante che mi costringe a farli uscire dall'oblio. E' l'editore che bussa alle porte della mia creatività.
Il fatto è che sono gelosa dei miei parti.
Quando l'orchestra si riunì a Busseto successe un fatto davvero strano.
Erano cambiati tutti i canoni musicali. Il famoso spartito ritrovato a Roma fu messo all'asta, tanti ne rivendicavano la proprietà e i diritti d'autore. I poveretti non potevano rivendicarne la proprietà, quella musica sapevano solo suonarla, attendevano il direttore d'orchestra davanti alla chiesa della Collegiata, l'unico che conoscesse l'otticlavio. Già, la preziosità dello spartito era dovuta proprio alla notazione dell'ottava chiave musicale, oggetto di discussione e studio in tutti i conservatori .
Purtroppo il direttore non si presentò mai all'appuntamento.
Aveva deciso che dotti e profani non erano ancora pronti all'innovazione, aveva provato con i puri e semplici di cuore che dentro le loro sacchette avevano custodito il ricordo di pure melodie. Il direttore nascose lo spartito originale dentro una pinnetta e sospirando chiuse su giannile.
L'autore