casa di Cà

un piccolo salotto letterario e anche di chiacchiere con gli amici
lunedì, 05 ottobre 2009

Bacio ...

Brioso brivido
bramosamente bruci
brevi burrasch

postato da Rosemary3 alle ore 05/10/2009 17:10 | link | commenti
categorie: haiga, di rosemary
lunedì, 04 maggio 2009

Delara Dubari

Delara dai mille fiori bianchi
nel nome di Dio han reciso lo stelo della tua giovinezza.
Nella Genna i  carnefici saran stretti alla cavezza!!
 Delara dai mille fiori bianchi.
Allah il misericordioso nel suo giardino t'ha ospitata,
fiore tra i fiori Delara è diventata.
postato da giannile alle ore 04/05/2009 18:29 | link | commenti (2)
categorie: esternazioni
martedì, 28 aprile 2009

sarà

Si sveglia Gea dal lungo letargo,
si sveglia e scuote i lunghi  capelli;
si liberano chè erano confusi e ribelli,
imbrigliati da estraneo importuno sgarbo.

E trema quel corpo oppresso e svilito,
al cielo chiede aiuto e vendetta,
che l'acqua lo lavi e allenti la stretta
sì povero amante a lungo tradito.

E gira la Terra, e gira gira gira,
inizia a cadere nel vuoto la spira,


S'accosta pian piano nel ciel la cometa,
riluce l'Ofiuco, s'accostan due zeta
di bracci di fiamma appare una croce
e l'alfa rientra di nuovo alla foce.
postato da giannile alle ore 28/04/2009 14:04 | link | commenti
categorie: versi un po così
martedì, 28 aprile 2009

sarà

Si sveglia Gea dal lungo letargo,
si sveglia e scuote i lunghi  capelli;
si liberano chè erano confusi e ribelli,
imbrigliati da estraneo importuno sgarbo.

E trema quel corpo oppresso e svilito,
al cielo chiede aiuto e vendetta,
che l'acqua lo lavi e allenti la stretta
dell'ingordo amante che lo ha tradito.

E gira la Terra, e gira gira gira,
inizia a cadere nel vuoto la spira,


S'accosta pian piano nel ciel la cometa,
riluce l'Ofiuco, s'accostan due zeta
di bracci di fiamma appare una croce
e l'alfa rientra di nuovo alla foce.
postato da giannile alle ore 28/04/2009 14:03 | link | commenti
categorie: versi un po così
venerdì, 17 aprile 2009

angeli galleggiano nel cielo
un fischio di lusinga arresta il cuore
esplodono lamemti
molti si muovono come aironi di neve
alcuni si perdono in mezzo al vapore
ma con maggiore attenzione
si vedono uomini senza calzini.
postato da EnzoBetti alle ore 17/04/2009 08:13 | link | commenti (1)
categorie: poesia
giovedì, 05 marzo 2009

L'attimo fuggente"

 
"Le front comme un drapeau perdu"
 
Ancora qui. Lo riconosco. In orbite
di coazione. Gli altri nell'incorposa
increante libertà. Dal monte
che con troppo alte selve m'affronta
tento vedere e vedermi,
mentre allegria irrita di lumi
san Silvestro, sparge laggiù la notte
di ghiotti muschi, di ghiotte correntie.
E. E, puro vento, sola neve, ch'io toccherò tra poco.
Ditemi che ci siete, tendetevi a sorreggermi.
In voi fui, sono, mi avete atteso,
non mai dubbio v'ha offesi.
Sarai, anima e neve,
tu: colei che non sa
oltre l'immacolato tacere.
Ravvia la mia dispersa fronte. Sollevami. E.
E' questo il sospiro che discrimina
che culmina, "l'attimo fuggente".
E' questo il crisma nel cui odore io dico:
sì, mi hai raccolto
su da me stesso e con te entro
nella fonte dell'anno.
postato da Eva1vsEva2 alle ore 05/03/2009 11:04 | link | commenti
categorie: poesia
giovedì, 05 marzo 2009

Bianchi veli si avvolgono,
si rotolano addosso l`un l`altro...
nascondono il sole, la luna,
il giorno, la notte...
Coperta soffice che copre ogni cosa,
silenzioso scrigno di misteri.
Ci si smarrisce dentro,
cercando,
dimenticando ogni cosa,
se non l`attimo presente.
Un infinito passeggero,
un muro inamovibile
che svanisce al primo soffio di vento.
Idee che ristagnano, desideri, speranze...
pensieri che ti legano.
Voli che non puoi fare,
sogni che non puoi sognare,
vita che non riesci a vivere.

postato da Eva1vsEva2 alle ore 05/03/2009 10:52 | link | commenti
categorie: poesia
martedì, 24 febbraio 2009

di notte, noi.

Di silenzio si maschera la notte,
coprendosi di veli atri e scuri.
Di sussurri, pianti, risa e gridi
si riempie e come eco effonde.

Un gocciolio d'acqua in torrente si trasforma,
un dolce amplesso riempie una stanza,
il vagito di un piccino un seno gonfia.

Batte un'imposta, ticchetta l'orologio,
rotola nella strada una lattina...
Un concerto il sol minore si profila.

Di silenzio si maschera la notte,
coprendosi di veli atri scuri.
Li solleva il respiro del poeta
la vede e in versi la racconta.

postato da giannile alle ore 24/02/2009 16:15 | link | commenti
categorie: concorso rosso venexiano
lunedì, 23 febbraio 2009

l'isola che non c'è

Quando dal mare burrascoso
all'isola approdi navigante,
il tesoro tienti ben ascoso
che sullo scoglio vigila un brigante.

Fonti di acqua cristallina,
piante dai frutti succulenti,
t'invogliano a esplorar quella marina,
ma diffidenti ancor sono le genti.

Ti guatano in cagnesco, marinaio,
il nome che porti è un marchio nero,
tu non lo sai ma sei in un bel guaio,
non san distinguere falsità dal vero.

Ritorni in su la barca e prendi il mare,
ti giri a riguardare l'isoletta
e le sue genti di accoglienza avare.
T'allontani e canta la civetta.


Novella Circe attira con lusinghe,
nell'isola una corte di adoranti,
prende il potere e il re presto costringe,
a prendere il mar con gli altri naviganti.




postato da giannile alle ore 23/02/2009 07:48 | link | commenti (2)
categorie: riflessioni in versi
sabato, 21 febbraio 2009

12°step,

una storia che non finisce è una storia che non sarebbe mai dovuta incominciare.
Questa massima ha turbato i miei sonni, personaggi ombra che galleggiano nel limbo me la rinfacciano sempre. "Ci hai creato, ci hai buttato in un blog, fantasmi dalla sacchetta appesa. Come Eolo la hai riempita di parole ventose, noi stessi venti costretti nella tela". Un bel peana, anapesto martellante che mi costringe a farli uscire dall'oblio. E' l'editore che bussa alle porte della mia creatività.
Il fatto è che sono gelosa dei miei parti.

Quando l'orchestra si riunì a Busseto successe un fatto davvero strano.
Erano cambiati tutti i canoni musicali. Il famoso spartito ritrovato a Roma fu messo all'asta, tanti ne rivendicavano la proprietà e i diritti d'autore. I poveretti non potevano rivendicarne la proprietà, quella musica sapevano solo suonarla, attendevano il direttore d'orchestra davanti alla chiesa della Collegiata, l'unico che conoscesse l'otticlavio. Già, la preziosità dello spartito era dovuta proprio alla notazione dell'ottava chiave musicale, oggetto di discussione e studio in tutti i conservatori .
Purtroppo il direttore non si presentò mai all'appuntamento.
Aveva deciso che dotti e profani non erano ancora pronti all'innovazione, aveva provato con i puri e semplici di cuore che dentro le loro sacchette avevano custodito il ricordo di pure melodie. Il direttore nascose lo spartito originale dentro una pinnetta e sospirando chiuse su giannile.

L'autore

postato da giannile alle ore 21/02/2009 21:04 | link | commenti
categorie: una storia demenziale

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Utente: giannile
un posto dove ritrovarsi, poetare, scrivere, comunicare. Con amicizia.

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